DISSUASORI ARTISTICI

DISSUASORI ARTISTICI

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La mente è semplicemente ciò che fa il cervello.[…]

Ogni volta che parliamo di mente parliamo dei processi

che portano il nostro cervello da uno stato all’altro.

Ed è questo che ci fa apparire la mente tanto separata

dalla sua espressione fisica: infatti i problemi riguardanti

la mente, riguardano in realtà *relazioni fra stati*, e

questo non ha nulla a che fare con gli stati in sé.

Marvin Minsky

(La Società della Mente 1989)

Premesse:

– In riferimento a Minsky, si immagina che il comportamento sociale degli individui sia basato su processi mentali che si attivano al fine di mettere in relazione “stati”.

– Inoltre che il comportamento anti-sociale del singolo non sia da considerarsi come stato permanente: una data intenzione si converte in comportamento agito solo al verificarsi, in un data finestra temporale, di determinate condizioni ambientali, ovvero quando specifiche relazioni tra stati divengano disponibili contemporaneamente.

La tesi è che idonei “supporti artistici” di tipo SLV, progettati specificatamente per ambiti urbani potenzialmente pericolosi, siano in grado di modificare la percezione (visiva,uditiva, olfattiva) possano dissuadere comportamenti anti sociali o criminali. Le componenti di tali progetti prevedono l’opera scientifica ed artistica. Tali progetti/manufatti sono stati nominati Dissuasori Artistici

Cosa facilità la trasformazione di un’intenzione anti-sociale in agito/crimine

    

Crimine / Occasione

Crimine : stupro

Occasione: stuprare senza essere fermato

Crimine: violenza generica

Occasione: non poter essere visto/fermato prima di aver commesso la violenza

    

Crimine: scippare, spaventare, derubare, sopraffare

Occasione: agire in un contesto a basso rischio

Gli ambienti

  dove si rileva confusione, grandi quantità di persone, scarsa attenzione o indifferenza

  dove si rileva un’assenza di presenze umane o ambientali

  in luoghi a prevalente oscurità

  luoghi silenziosi, dove il rumore di fondo è percepito come lontano

A partire dall’osservazione di esperienze in città del Nord Europa, ed in virtù di un passato dia musicista professionista,  ho iniziato lo studio dei Soundscape. Tale studio fu portato molto avanti da Murray Schafer.

Come sostiene Eugenia Laghezza:

Come afferma Murray Schafer, “per descrivere un paesaggio sonoro occorre individuare i suoni particolarmente importanti per la loro singolarità e per la loro presenza dominante. Essi possono essere elencati secondo tre categorie: la tonica (keynote sound) indica il punto di riferimento rispetto al quale tutto ha un senso e diventa abitudine di ascolto, poiché i suoni di una data località sono suoni determinati dalla geografia e dal clima come la presenza del mare o della neve, il vento, gli uccelli ecc.; i segnali (signal sound), ovvero i suoni in primo piano ascoltati”

Dopo aver definito i parametri con cui descrivere il paesaggio sonoro, Murray Schafer delinea uno dei concetti più importanti presenti nel saggio e nelle esperienze elaborate dal WSP, l’ecologia acustica, definita come lo studio dei suoni nel loro

rapporto con la vita e la società, ossia l’analisi «degli effetti prodotti dall’ambiente acustico sulle caratteristiche fisiche e sui modelli di comportamento degli esseri che

vi abitano» . Il termine “ecologia” sottolinea il rapporto di interazione tra esseri viventi e habitat, manifestando un approccio olistico nei confronti dell’ambiente da cui le forme di vita non possono essere separate: poiché lo spazio abitato e vissuto dall’uomo scaturisce dall’integrazione di svariati elementi, tra cui il paesaggio dei suoni, ne consegue che occorre affrontare il rapporto tra gli individui e il contesto sonoro in cui sono immersi, valutandone le reazioni, i desideri, le aspirazioni e i punti critici. Il paesaggio sonoro è infatti un campo di interazioni, al centro del quale è collocato l’individuo, vivo e in ascolto, che percepisce e riconosce i suoni attraverso la consapevolezza di essere immerso in un tessuto di relazioni.(1)Da ciò, posando l’attenzione  poco più lateralmente sulla possibilità di utilizzare tali informazioni in un contesto artistico, nasce l’idea dei Dissuasori Artistici.

La presenza di una delle tre caratteristiche soprascritte (SLV) può contribuire in misura sostanziale a migliorare la vivibilità di aree degradate, di parchi pubblici, di luoghi isolati e qualsiasi altro luogo geografico, pubblico o privato che scelga di utilizzare la sensorialità con il fine di modificare l’ambiente percettivo di chi l’attraversa o la vive.

Sempre Eugenia Laghezza, che ringrazio per la sua straordinaria tesi:

Il suono riempie lo spazio, e quest’ultimo, attraverso fenomeni di riflessione e assorbimento, costituisce un elemento essenziale per l’effetto percettivo finale. Lo spazio acustico non è rigidamente geometrico ma assume molteplici direzioni che il suono fa emergere durante la sua propagazione, plasmando la percezione spaziale dell’ascoltatore. Imparare ad ascoltare significa riuscire a “separare il suono dalla sua sorgente oggettiva” per immergersi nell’ambiente acustico così creato in virtù delle modificazioni operate sul suono da parte dello spazio in cui ci si trova. L’uomo è in risonanza, ovvero ascolta in accordo col mondo.(1)Tale affermazione è alla base del concetto guida del dissuasore artistico.

E anche se quanto segue è un’argomentazione finalizzata alla musica contemporanea, credo contenga in sé un altro elemento utile ad una maggiore comprensione di quanto enunciato in questo  breve scritto:

Noi siamo in possesso di abitudini. Le abitudini ci consentono di sentirci in un mondo familiare e noto, in esse e attraverso di esse si realizza lo stesso processo di formazione della soggettività. Esse non hanno ragioni che non siano il dato di fatto di un inizio occasionale e di una reiterata conferma nella successione temporale. Eppure proprio in questa contingenza e nel modo della sua istruzione temporale sta tutta la loro potenza (2) “Il paesaggio sonoro: pensieri sul libero ascolto” Eugenia Laghezza: 
  http://www.laghezzarchitects.com/blog/author/eugenia/

  1. “Filosofia della Musica” Giovanni Piana ,Guerini e Associati, Milano 1991