No man will be left unturned

No man will be left unturned





“Branwell Bronte, il fratello di Emily e Charlotte Bronte, 
 morì appoggiato alla mensola del caminetto,
 per dimostrare che si poteva morire in piedi”
 (*non ricordo dove l’ho letto n.d.a*)



 “Quando pretendiamo una spiegazione razionale e un’immediata applicazione pratica dei riti, neghiamo il loro scopo e potere inconsci, rifiutando, di fatto, qualunque capacità da parte nostra di risolvere i problemi, di affrontare la dimensione astratta. Così facendo, siamo costretti a ignorare ogni quesito non suscettibile di una soluzione immediata e razionale. Poiché, però, si tratta dei problemi più importanti della nostra vita, negando la loro esistenza sviluppiamo angosce profonde a livello personale e collettivo. […]

 Bruno Bettelheim, nel Mondo incantato, scrive che la fiaba (e questo vale anche per il Dramma) ha la capacità di calmare, stimolare, lenire e, in ultimo, influenzare, perché l’ascoltiamo in modo non critico, identificandoci nel subconscio (ossia non criticamente) col protagonista. Quello che ci consente l’identificazione, secondo Bettelheim, è il fatto che il protagonista e le situazioni non sono caratterizzati al di là degli elementi essenziali. Quando ci viene detto, ad esempio, che un Bellissimo Principe entra in un bosco, sappiamo che il Bellissimo Principe siamo noi. Non appena il principe assume caratteristiche precise, “Un Bellissimo Principe Biondo dagli occhi scintillanti e con appena un accenno di baffi sul labbro superiore… ”, se non abbiamo i capelli di quel colore, lo scintillio e tutto il resto, diciamo: “Che principe interessante. Naturalmente, non somiglia a nessuno che conosco…”, e prestiamo ascolto alla storia con atteggiamento critico invece che partecipe. Il compito fondamentale del dramma (e della fiaba) è quello di offrire una soluzione a un problema che non può essere sottoposto alla ragione. Per essere efficace, il dramma deve indurci a sospendere ogni criterio razionale e a seguire la logica interna all’opera, per ricavare piacere (la nostra “terapia”) dallo scioglimento finale. Partecipiamo con più gioia al processo di soluzione che alla conquista intellettuale che ci deriva dall’aver osservato il procedimento di costruzione dell’opera. L’esempio migliore per questo genere di dramma è la Storia attorno al fuoco del bivacco.

David Mamet “i tre usi del Coltello”  ed.Minimum Fax

La visione non codificata, il rito messo in atto da Branwell Bronte, appartiene ad un paradigma dove la dimensione temporale attraversa realtà e astrazione, natura e insieme sociale.

Appunti per un racconto.

[ No man will be left unturned ]
[ Nothing will be left behind ]

Il libro è una lunga lettera indirizzata alla donna con cui un uomo ha passato tutta la vita. Sono lontani uno dall’altra perché l’uomo è imbarcato su una nave che fa rotta da un capo all’altro del mondo. Scrive durante la navigazione. Spedisce solo quando la nave attracca. La Donna  potrà leggere la lettera solo nel  breve lasso di tempo tra il calar del sole e l’oscuritá. Quando la luce non sarà più sufficiente per distinguere le parole il buio della carta dalle parole, dovrà smettere.

Il racconto:
– [ ] il vissuto dell’Uomo (raccontato alla  Donna, al Lettore)
– [ ] il vissuto con la Donna ( Donna / Amante / Lettore )
– [ ] il vissuto della Donna ( raccontato dall’Uomo )
– [ ] il racconto del mondo e degli individui che hanno condiviso il teatro della relazione
.


La narrazione è densa e  tesa a raccontare distanza e intimità, a descrivere ciò che sta nel mezzo, quell’area invisibile che si crea tra due persone quando esse condividono una relazione intima. Questa è, in fin dei conti, la sostanza stessa del rapporto e il punto di definizione di quel “tra”, senza il quale non può esistere alcuna relazione. 

Il lettore non saprà fino alla fine del racconto che l’Uomo, il marinaio che scrive la lettera, non c’è più. Non sappiamo se è morto o scomparso, se ha cambiato identità, nazione o continente.
l’Uomo, il narratore, diventa pertanto una sorta di lacuna a posteriori. La relazione, il “tra”, il tempo che si è attraversato, l’Uomo, la Donna, la Coppia, in un attimo scompaiono dall’orizzonte visibile del Lettore.

I capitoli hanno la brevità dettata dalla luce che finisce, dal giorno che cade. Si può accendere una lampada? No. 
Le regole sono precise: il libro va letto solo nei minuti che precedono la naturale oscurità.

– Giorno per giorno, quando le parole diverranno illeggibili, dovrai interrompere la lettura e attendere che il sole torni ancora una volta al di sotto dell’orizzonte, per tornare a rubare l’ultima luce sulla pagina –

È esercizio all’onestà, dedizione alla storia, di il Lettore diventa protagonista dal momento in cui aderisce alle regole del gioco. Il Lettore si trasforma nel destinatario della lunga lettera, tramonto dopo tramonto.

E in ultimo, Narratore e Lettore si incontreranno sul confine intimo della loro relazione e il Lettore si troverà alle prese con se stesso.
Allora egli potrà iniziare a riflettere sulla fine del libro, che coinciderà con la perdita di una privata, duratura e carezzevole consuetudine che aveva imparato a concedersi sul finire della giornata.

*Non comprendo lo scontro dei venti: *
*da una parte rotola l’onda*
*e dall’altra; e noi nel mezzo*
*siamo trascinati con la nave nera,*
*spossati molto dalla grande tempesta.*
*L’acqua già invade la base dell’albero:*
*la vela è tutta trasparente*
*per i grandi squarci:*
*le sartìe cedono, e i timoni*
*[…]*
*che resistano almeno le scotte*
*strette alle funi: questo solo potrebbe*
*salvarmi. Il carico è tutto fuori disperso*

Alceo