David Mamet e il Dramma

David Mamet e il Dramma

“Perché non sono le cose che facciamo a nuocerci, come ha detto la scrittrice Mary McCarthy, è quello che facciamo dopo” E così ci siamo creati l’opportunità di affrontare la nostra natura, di affrontare le nostre azioni, di affrontare le nostre menzogne nel “Dramma”.  Perché l’argomento del dramma è “la Menzogna”. Alla fine del dramma LA VERITÀ – che è stata sottovalutata, trascurata, disprezzata e rinnegata – trionfa. Ed ecco come capiamo che il Dramma è compiuto. È compiuto quando ciò che è nascosto viene rivelato e noi siamo resi completi, perché *ricordiamo*: ricordiamo quando il mondo era sottosopra. Ricordiamo l’introduzione di Quella Cosa Nuova che ha sbilanciato un mondo che prima ritenevamo funzionasse bene. Ricordiamo gli sforzi sempre più energici del protagonista (che rappresenta solo noi stessi) per riscoprire la verità e per restituirsi alla quiete. E, in un buon dramma, rammentiamo come ogni tentativo (ogni atto) sembrava offrire la soluzione, e come noi lo esploravamo estasiati, e come restavamo delusi (noi, il protagonista) quando scoprivamo di esserci sbagliati, finché: alla Fine Della Recita, quando avevamo, così sembrava, esaurito tutte le possibili vie d’indagine, quando eravamo privi di risorse, quando eravamo quasi “impotenti”, tutto si è ricomposto. Si è ricomposto quando è venuta fuori la verità. A quel punto, nella rappresentazione ben costruita (e forse nella vita esaminata con onestà), capiamo che quello che sembrava accidentale era essenziale, riconosciamo lo schema secondo cui ha agito il nostro personaggio, siamo liberi di sospirare o di  piangere. E poi di tornare o andare dove vogliamo.” Tratto da “I tre usi del coltello” di David Mamet edizioni Minimum Fax Questo stralcio di David Mamet ben rappresenta ciò che serve a far sì che nel momento in cui qualcosa si trovi nella condizione di smettere di funzionare a dovere, essa possa essere possa essere messa in grado di acquisire una nuova esistenza. Quanto siano necessari il tentativo, lo sforzo e la delusione. Quanto si debba essere attenti osservatori per poter evitare di scartare le soluzioni migliori per impossibilità personale di accettare verità (condizioni) che possono apparirci scomode.  Quando gli errori (bias) di un processo si mostrano finalmente nella loro vera natura: solo allora possiamo affrontarli e ridefinire ciò che vorremmo poter condensare tra tutti gli sforzi che sentiamo di aver fatto per raggiungere gli obiettivi che ci eravamo inizialmente preposti. Perché la condizione in spesso ci veniamo a trovare è, per citare  ancora David Mamet, ben descritta in questa affermazione:  “È difficile ricordare che ti eri proposto di bonificare la palude, quando ti trovi immerso fino al culo tra gli alligatori. D.M.”